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Come capire se piaci a qualcuno: i segnali in chat e dal vivo

Rileggi i suoi messaggi in cerca di indizi? Quali segnali di interesse contano davvero, quali non dicono quasi niente e come chiedere senza giri di parole.

· 4 min di lettura

Vi scrivete da un po’, forse c’è già stato anche un primo incontro, e ti ritrovi a rileggere i suoi messaggi in cerca di indizi. Capita a tutti. Non esiste un codice segreto da decifrare, ma alcuni segnali dicono molto più di altri, e certi “segnali” famosi non dicono quasi niente.

In chat: cosa conta davvero

L’interesse si vede meno dalle parole in sé che dal modo in cui una persona partecipa alla conversazione:

  • Ti fa domande a sua volta. Non solo “e tu?”, ma domande su quello che hai raccontato.
  • Ricorda i dettagli. “Com’è andato il colloquio?” vuol dire che il tuo martedì non l’ha dimenticato.
  • Nelle risposte c’è sostanza: una storia, una battuta, una domanda, e non solo “ahah” e “ok”.
  • La conversazione va avanti per più giorni, e a volte il primo messaggio non è il tuo.
  • Propone una telefonata o un incontro, oppure, quando sei tu a farlo, risponde con un giorno preciso invece che con un “certo, prima o poi”.

Su YADate contano anche i piccoli gesti: un occhiolino, un commento a una delle tue risposte nella sezione “Domande”, un messaggio vocale invece di una riga scritta di corsa.

Guarda la costanza più che l’intensità. Un interesse che dura tutta la settimana dice più di cinquanta messaggi in una sera seguiti dal silenzio.

Segnali che contano meno di quanto pensi

  • La velocità delle risposte. C’è chi risponde in pochi secondi e chi la sera, dopo il lavoro. Una risposta lenta di solito dipende dalla sua giornata, non da te. Conta che le risposte arrivino e che dicano qualcosa.
  • Emoji e punti esclamativi. Sono una questione di stile. C’è chi mette una faccina in ogni riga e chi non ne usa mai, e le abitudini cambiano anche da una lingua all’altra e da un Paese all’altro.
  • “Online”, ma non risponde. Essere online non vuol dire avere tempo per chattare: magari sta rispondendo in un’altra chat o sta controllando qualcosa al volo. Su YADate, poi, si può attivare “Nascondi lo stato online” e disattivare le “Conferme di lettura”, quindi nemmeno un messaggio che non risulta letto è un segnale.
  • Tanti complimenti fin da subito. Fanno piacere, ma non costano niente. Una valanga di dichiarazioni nei primi giorni è più spesso un motivo per stare in guardia: leggi come riconoscere una truffa sentimentale.

Dal vivo: come si comporta chi prova interesse

All’appuntamento osserva i comportamenti più che le singole frasi:

  • il telefono resta in tasca e l’attenzione resta su di te;
  • si gira verso di te, si avvicina e ride alle tue battute, anche a quelle così così;
  • l’incontro dura più del previsto, oppure dopo il caffè ti propone una passeggiata;
  • parla di programmi che includono anche te: “Devi assolutamente provare la carbonara di quella trattoria, una sera ci andiamo”;
  • ti scrive dopo l’appuntamento, o ti chiede di mandare un messaggio quando sei a casa.

Il linguaggio del corpo è un indizio, non una prova. Le persone timide possono evitare il tuo sguardo anche quando l’interesse c’è eccome, e c’è chi, per l’agitazione, lascia trasparire ben poco.

Quando i segnali si contraddicono

A volte è difficile capirlo. Una serata di messaggi pieni di vita, poi tre giorni di silenzio. Tanta simpatia, tante risate, ma mai una proposta per vedersi. I motivi possono essere molti: una settimana piena, un po’ di incertezza, più conversazioni aperte nello stesso periodo, o la voglia di un’amicizia più che di una storia.

Non puoi leggere nel pensiero di nessuno, ma nel giro di un paio di settimane puoi notare alcuni schemi:

  • Chi manda di solito il primo messaggio e propone di fare qualcosa?
  • Quando proponi qualcosa di concreto, accetta o cambia discorso?
  • Le sue parole (“Non vedo l’ora di conoscerti di persona”) corrispondono a quello che fa?

Se sei sempre tu ad avviare le conversazioni e a fare proposte, anche questa è un’informazione.

Il segnale più affidabile: chiedere

Tutti i segnali messi insieme sono meno affidabili di una sola domanda diretta e gentile. Non serve farne un dramma:

  • In chat: “Mi piace davvero tanto parlare con te. Ti va di prendere un caffè questa settimana?”
  • Dopo un appuntamento: “È stato bellissimo stare con te. Mi piacerebbe rivederti, a te va?”

Un “sì” chiaro è un’ottima notizia. Anche una risposta vaga per due volte di fila è una risposta. Chiedere in modo diretto non significa fare pressione: rispetta il tempo dell’altra persona quanto il tuo.

Se l’interesse non è reciproco

Capita a tutti, e non dice niente sul tuo valore. Non cercare di far cambiare idea all’altra persona con altri messaggi o lunghe spiegazioni. Bastano una risposta breve e gentile e un passo avanti: “Grazie per la sincerità, e in bocca al lupo!” E se sei tu a non sentire la scintilla, Dopo il primo appuntamento spiega come dire di no con garbo.

L’interesse si vede dai fatti, e non dovrebbe servire decifrarlo. Nel dubbio, chiedi.

Quando avrete fissato l’appuntamento, leggi di cosa parlare al primo appuntamento: la conversazione scorrerà più facilmente.

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